giovedì 16 luglio 2009

Pentatomidi

Si chiamano Pentatomidi. Ogni giorno, qui in paese, ne troviamo sempre qualcuno in casa: è ottobre, e questi goffi insettoni verdi, innocui ma piuttosto puzzolenti, volano dai campi verso le case in cerca di un riparo dove passare l'inverno. In altri posti si incontrano altri insetti che fanno la stessa cosa; noi qui abbiamo i pentatomidi, che devono il loro minaccioso nome scientifico alla forma della loro corazza, che somiglia vagamente a un pentagono. Non sono Coleotteri, bensì Emitteri, come le cimici; questo significa che da piccoli non sono bruchi e larve, ma già insettini molto simili agli adulti. Il pentatomide in questione si chiama, soprattutto, Nezara Viridula: la cimice del pomodoro. Da piccola, è nera; crescendo diventa, man mano, sempre più verde. Ma di cimici ce ne sono tante, per nostra fortuna (anzi no, per l'igiene personale e delle nostre case) manca quella che infesta gli umani.
Insomma, non sono ospiti gradevoli ma ci poteva capitare di peggio: io li raccolgo uno alla volta in una scatolina di plastica e poi li elimino con la maggior delicatezza possibile, cercando di non farli irritare o spaventare. Alcuni di loro sono ancora di un bel verde erba, ma la maggior parte sono ormai marroni e decrepiti, e anche questo è un segno che l'estate è lontana.
Sono insettoni grossi e lenti, dal volo pesante e rumoroso: è molto facile prenderli ed eliminarli e anche questo è un bene. Fosse per loro, se ne starebbero sempre in mezzo all’erba; se vengono nelle nostre case è solo per ripararsi dai freddi dell’inverno: si sa che gli insetti amano il caldo. Però ne osservo due-tre in fila, sul balcone, in un vaso: sembriamo noi nelle nostre automobili, corazzati, lenti e perennemente in fila; e anche noi puzzolenti, forse anche peggio di loro, con tutte le esalazioni mefitiche delle nostre automobili e dei nostri camion...
(Illustrazione dal libro di Michael Chinery, ed. Muzzio)
(Giuliano, 21 ottobre 2003)

Nessun commento: