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sabato 11 febbraio 2012

Dello scorrere del Tempo

Quando Lewis Carroll pubblica "Sylvie and Bruno", Albert Einstein stava per compiere quattordici anni: non è che prima non si sia mai pensato alla relatività, però Einstein è riuscito a esprimerla in termini matematici.
Lewis Carroll, da "Sylvie and Bruno"
« Il che mi fa venire in mente, » disse Eric, « che non si paga niente per ricevere un telegramma. Ne chiediamo uno? » e lui e Lady Muriel mossero in direzione dell'ufficio telegrafico.
« Mi domando se Shakespeare abbia avuto lo stesso pensiero, » dissi, « quando scrisse “Tutto il mondo è teatro”. »
Il vecchio sospirò: « E lo è, infatti, » disse. « Dica quel che vuole: la Vita è proprio una commedia, una commedia con pochi encores - e niente bouquets! » aggiunse, con aria sognante. « Ne passiamo metà a rammaricarci delle cose che abbiamo fatto nell'altra metà! »
« E il segreto di godersela, » continuò, riprendendo il tono allegro, «è l'intensità.»
« Ma non nel senso estetico moderno, immagino. Come la giovane signora di Punch che inizia la conversazione con “Lei è intenso?” »
« Assolutamente no! » replicò il Conte. « Quello che intendo io è l'intensità del pensiero - l'attenzione concentrata. Perdiamo metà del piacere che ci potrebbe venire dalla Vita non partecipandovi realmente. Facciamo un esempio qualsiasi: indipendentemente dalla grossolanità del piacere, il principio è sempre lo stesso. Supponiamo che A e B stiano leggendo lo stesso romanzo di una biblioteca circolante di second'ordine. A non si dà la briga di afferrare perfettamente i rapporti che intercorrono fra i personaggi, da cui forse dipende tutto l'interesse della storia: salta tutte le descrizioni dei paesaggi e tutti i passaggi che gli sembrano un po' noiosi; non partecipa che a una metà di quello che legge: continua a leggere per ore, invece di accantonare il libro, semplicemente perché gli manca la voglia di cercarsi un'altra occupazione: e raggiunge la parola “fine” in uno stato di noia e di completo abbattimento! B ci mette tutta l'anima - mosso dal principio che “quello che va fatto, va fatto bene”: afferra le genealogie; si fa un quadro mentale del paesaggio; e soprattutto chiude risolutamente il libro, dopo qualche capitolo, mentre il suo interesse è ancora vivo, e si dedica ad altre cose; così, quando si concede un'ora per leggere, è come un affamato che si siede a tavola: e quando il libro è finito ritorna al suo lavoro quotidiano come un “gigante ben riposato”! »
« Ma supponiamo che il libro sia davvero robaccia - senza niente che ti ripaghi dell'attenzione. »
« Bene, supponiamolo, » disse il Conte. « La mia teoria si può applicare anche in questo caso: A non scoprirà mai che è robaccia, arranca fino alla fine, pretendendo di divertirsi. B chiude tranquillamente il libro, dopo averne lette una dozzina di pagine, torna in biblioteca, e lo cambia con uno migliore! C'è ancora un'altra teoria per godersi meglio la Vita - ed è... ma non vorrei aver esaurito la sua pazienza. Temo che mi consideri un vecchio molto loquace. »
« No davvero! » esclamai, sinceramente. E in effetti non vedevo come ci si potesse stancare della dolce tristezza di quella voce gentile.
« È che dovremmo imparare a prenderci in fretta le gioie, e lentamente i dolori. »
« Ma perché? Avrei detto il contrario. »
« Se si prende lentamente un dolore fittizio - che può essere infimo quanto si vuole - il risultato è che quando arrivano i dolori veri, per quanto tremendi, l'unica cosa è farli passare con un ritmo normale, e passano in un attimo! »
« Verissimo, » dissi, « ma i piaceri? »
« Ecco, prendendoli in fretta, se ne possono prendere molti. Ci vogliono tre ore e mezza per ascoltare e godere un'opera. Supponiamo che io riesca ad ascoltarla e goderla in mezz'ora: posso godermi sette opere nel tempo che un altro impiega ad ascoltarne una! »
« Sempre supponendo che ci sia un'orchestra in grado di suonarle, » dissi, « e quell'orchestra è ancora da scoprire! »
Il vecchio sorrise. « Ho sentito un'aria, » continuò, « e non era certo corta... che veniva suonata interamente, variazioni e tutto, in tre secondi! »
« Quando? E come? » chiesi ansiosamente, con una mezza idea che stessi sognando di nuovo.
« Era in un carillon, » replico calmo. « Dopo che era stato caricato, il regolatore, o qualcosa del genere, si ruppe, e si scaricò, come ho detto, in tre secondi. Ma deve aver suonato tutte le note, capisce? »
« E le è piaciuta? » incalzai con la severità di un avvocato che conduca un contro-interrogatorio.
« No di certo, » confessò candidamente. « Ma, capisce, non sono stato abituato a quel genere di musica.» (...)
(Lewis Carroll, da “Sylvie e Bruno”, ed. Garzanti 1978, pag. 174 – traduzione di Franco Cordelli)

venerdì 11 marzo 2011

Corso di poesia creativa

Ho trovato in edicola un Corso Di Scrittura: non è uno scherzo, sono 12 volumi con tanto di dvd.
Visto che la cosa può rendere, ho deciso di lanciarmi anch’io nell’Impresa. Però, siccome non ho mai letto “The catcher in the rye”, prendo come modello il reverendo Dodgson, alias Lewis Carroll, e lancio addirittura una Scuola di Poesia.
L’unico problema è che il papà di Alice (e del Coniglio Bianco, e del Gatto del Cheshire, e della Lepre Marzolina, e del Cappellaio Matto) era inglese e scriveva in inglese. Se questo fosse un blog inglese scritto in inglese, non avrei che da schiaffarvi qui il testo e dirvi di leggerlo; invece mi toccherà di lavorare, il che è un gran brutto inizio, lo ammetterete.
“Poeta si diventa”, dice Carroll con un bel motto in latino, da vero erudito. E s’immagina una scenetta familiare: un bambino che chiede al nonno come si fa a diventare Poeti.
«Come si diventa poeti? Come si fa a scrivere in rima? Una volta mi hai detto: “Il vero desiderio prende parte del Sublime.” Ma dimmi come! Non mandarmi via con uno dei tuoi “un’altra volta”...»
POETA FIT, NON NASCITUR
« How shall I be a Poet ?
How shall I write in rhyme ?
You told me once : The very wish
partook of the sublime ,
then tell me how ! Don't put me off
with your Another time ! »
Il nonno sorride. Gli piace parlare con quel nipotino così sveglio: non c’è niente di trito o di banale in lui, nessuna esitazione. “ E tu vuoi diventare poeta prima di essere andato a scuola? Ah, bene! Non credevo che tu fossi così sconsiderato.»
The old man smiled to see him,
to hear his sudden sally;
he liked the lad to speak his mind
enthusiastically;
and thought: « There's no hum-drum in him,
nor any shilly-shally. »
« And would you be a poet
before you've been to school ?
Ah, well ! I hardly thought you
so absolute a fool.
Ma poi il nonno gli spiega: « Primo, impara ad essere spasmodico: è una regola molto semplice. Comincia col prendere una frase, e a farla in pezzettini piccoli; poi prendi i pezzetti, li mischi, e vedrai che vengono fuori che stanno a stento in piedi. L’ordine in cui escono non importa.»
First, learn to be spasmodic,
a very simple rule.
For first you write a sentence,
and then you chop it small;
then mix the bits, and sort them out
just as they chance to fall ;
the order of the phrases makes
no difference at all.
«Quindi, se vuoi far colpo, ricordati ciò che ti dico: le Qualità Astratte cominciano sempre con la maiuscola. Il Vero, il Buono, il Bello: queste sono le cose che pagano!»
Then, if you'd be impressive,
remember what I say,
the abstract qualities begin
with capitals alway :
the True, the Good, the Beautiful -
those are the things that pay !
« Poi, quando descrivi una forma, un suono, una tinta, non esporre la materia in maniera piana, ma usa le allusioni: e impara a guardare alle cose con una specie di strabismo mentale.»
Next, when you are describing
a shape, or sound, or tint ,
don't state the matter plainly,
but put it into a hint;
and learn to look at all things
with a sort of mental squint. »
Il bambino ha capito, e fa un esempio: « Per esempio, se io volessi parlare di un pasticcio di carne di montone, dovrei dire “Sogni di lanoso gregge / rinchiusi in una cella di frumento” ?»
Sì, proprio così, risponde il vecchio.
« For instance, if I wished, Sir,
of muttonpies to tell,
should I say Dreams of fleecy flocks
pent in a wheaten cell... ? »
« Why, yes, - the old man said - that phrase
would answer very well. »
E il nonno prosegue: « Quarto, gli epiteti che vanno bene per ogni parola, come la Salsa Pronta di Harvey che è buona con il pesce, la carne, il pollo. Di questi, “selvaggio, solitario, stanco, strano”, sono quelli da preferire.»
« The fourthly there are epithets
that suit with every word -
as well as Harvey's Reading Sauce
with fish, or flesh, or bird -
of these, wild, lonely, weary, strange,
are much to be preferred. »
Il bambino si entusiasma. « E si può fare, di raggrumarli tutti insieme, così: “l’uomo selvaggio andò per la sua stanca via verso una strana e solitaria pompa?»
« And will it do, o will it do,
to take them in a lump,
as the wild man went in his weary way
to a strange and lonely pump... ? »
« Ma no! – sbotta il nonno – Non devi arrivare così in fretta ad una conclusione. Questi epiteti sono come il pepe, un po’ vanno bene ma se ne metti troppo disturba.»
« Nay, nay ! You must not hastily
to such conclusion jump.
Such epithets, like pepper,
give zest to what you write;
and, if you strew them sparely,
they wet the appetite:
but, if you lay them on too thick,
you spoil the matter quite !
E poi riprende: « Per ultimo, come accomodamento: il tuo lettore, gli devi mostrare, deve avere le informazioni che tu gli dai, e devi stare attento a non fargli capire prematuramente come va a finire, che deriva ha preso il tuo poema. E quindi, per testare la sua pazienza, per quanto può durare, non menzionare nomi, posti, date; e assicurati sempre di essere abbastanza oscuro.»
Last, as to the arrangement :
your reader, you should show him,
must take what information he
can get, and look for no im-
mature disclosure of the drift
and purpose of your poem.
Therefore, to test his patience, -
how much he can endure -
mention no place, names, or dates
and evermore be sure
throughout the poem to be found
consistently obscure.
« Prima fissa il limite a cui vuoi estenderti; poi riempilo con l’imbottitura (chiedine un po’ a qualche amico); il tuo grande colpo d’effetto, la “sensation-stanza”, la metterai verso la fine.»
« E che cos’è una “sensation” , nonno, dimmelo, ti prego... Penso di non aver mai sentito così tanto questa parola prima d’oggi. Sii così gentile da farmene un esempio.»
First fix upon the limit
to which it shall extend :
then fill it up with Padding
( beg some of any friend )
your great sensation-stanza
you place towards the end. »
« And what is a Sensation,
Grandfather, tell me, pray ?
I think I never heard the word
so used before today :
be kind enough to mention one
exempli gratia. »
E il vecchio, guardando con tristezza attraverso il prato del giardino, dove qua e là luccicava ancora nell’alba una goccia di rugiada, disse: « Va’ ad Adelphi, e vedi Colleen Bawn. Questa parola la dobbiamo a Boucicault, la teoria è sua, dove la vita diventa Spasimo, e la Storia un Ronzio: se questa non è “sensation”, non so cos’altro lo sia. Ma adesso prova da solo, prima che la fantasia perda il suo calore. »
N.d.R.:Questa strofa tratta di letteratura inglese: Dyonisius L. Boucicault era un poeta irlandese contemporaneo di Carroll, Adelphi era un teatro, Colleen Bawn il titolo di un dramma di Boucicault. Si potrebbe saltare senza problemi, ma ormai il Corso di Poesia è quasi finito, cosa volete che sia una strofa in più o una in meno.
And the old man, looking sadly
across the garden-lawn,
where here and there a dew-drop
yet glittered in the dawn,
said : « Go to Adelphi,
and see the Colleen Bawn.
This word is due to Boucicault,
the theory is his,
where life becomes a Spasm,
and History a Whiz :
if this is not Sensation,
I don't know what it is.
Now try your hand, ere fancy
have lost its present glow - »
« E dopo, - aggiunse il nipotino – noi la pubblicheremo, sai: copertina verde, lettere d’oro sul dorso, in duodecimo!» Allora il vecchio sorrise orgoglioso nel vedere il precoce ragazzo correre come un matto verso la penna e l’inchiostro, e il suo blocco di carta: ma quando pensò al pubblicare, il suo volto si fece triste e severo.
« And then, - his grandson added -
we'll publish it, you know :
green cloth, gold lettered at the back,
in duodecimo ! »
Then proudly smiled the old man
to see the eager lad
rush madly for his pen and ink
and for his blotting-pad :
but when he thought of publishing
his face grew stern and sad.
(Lewis Carroll )
(i disegni sono di John Tenniel, dalla prima edizione di "Alice nel Paese delle Meraviglie")