sabato 4 agosto 2012

Blu di Prussia

Continuando il discorso sui colori dei pittori, sulla loro composizione chimica e origine, e sui veleni di cui spesso sono composti, dopo il Rame e il Cromo è arrivato il momento del più terribile di tutti i veleni: il cianuro, componente chimico del Blu di Prussia.
Il cianuro non è un Elemento chimico, ma è un composto di Carbonio (simbolo chimico C ) e Azoto (Nitrogenum, simbolo chimico N). E’ un radicale chimico, che da solo non può esistere: esiste come acido cianidrico HCN o come sale, cianuro di sodio NaCN o cianuro di potassio KCN, e in molte altre combinazioni un po’ meno letali. Va comunque detto che, cianuro o non cianuro, i colori non si mangiano; ed è anche bene non metterseli sulla pelle senza prima essersi informati sulla loro composizione chimica. Anche i colori vegetali non è detto che siano del tutto innocui: basterà pensare all’ortica, alla cicuta, alla reazione allergica che alcune persone provano con le melanzane o pelando le patate, eccetera.
Questa è comunque la definizione precisa del Blu di Prussia:
da www.wikipedia.it  :
Il blu di Prussia (In tedesco Preußisch Blau, noto anche come Blu di Berlino) è un pigmento blu scuro usato nelle vernici e un tempo nei disegni tecnici. Venne scoperto casualmente a Berlino nel 1704 da Diesbach e Dippel. Ha diversi nomi chimici, tra cui: ferrocianuro ferrico, ferricianuro ferroso, esacianoferrato(II) di ferro(III), esacianoferrato(III) di ferro(II), e esacianoferrato ferrico. Il blu di Prussia è un colore intenso e tende verso il nero o il viola scuro quando viene mischiato con altri colori ad olio. (...) il nome deriva da motivazioni storiche più che da connotazioni di solubilità. (...) Si ottiene per reazione tra il ferrocianuro di potassio e ioni di ferro(III); il colore è talmente intenso e caratteristico da rendere questa reazione adatta per il rilevamento del ferro o dei cianuri.
Il blu di Prussia può essere utilizzato anche da agente chelante e nel trattamento per l'avvelenamento da metalli pesanti. In particolare, viene usato per i pazienti che hanno ingerito cesio o tallio radioattivi (o anche per il tallio non-radioattivo).
Il blu intenso del blu di Prussia è causato dal trasferimento di elettroni da un atomo di ferro ad un altro all'interno della molecola. Viene assorbita luce a 680 nm (rosso), provocando il trasferimento di un elettrone da un atomo di Fe(II) a uno vicino di Fe(III). La luce trasmessa risulta blu.
Nonostante la presenza dello ione di cianuro, il blu di Prussia, come altri ferrocianuri, non è particolarmente tossico a causa del forte legame tra gli ioni di cianuro e di ferro. Comunque, se trattato con acidi forti concentrati può liberare il cianuro in forma di cianuro di idrogeno (più noto come acido cianidrico), che è estremamente tossico.
Un po’ rassicurati, si può dunque andare avanti a dipingere tranquillamente. Da chimico, posso ancora dire che la “reazione adatta per il rilevamento del ferro o dei cianuri” me l’hanno insegnata a scuola, si formano dei solfocianuri molto belli, non solo blu ma anche rosso (dipende da cosa si vuole cercare durante l’analisi).
La dizione “agente chelante” usata nel testo di wikipedia significa che la molecola del Blu di Prussia ingloba il cesio e il tallio, sottraendoli all’organismo e rendendo più facile smaltirli: “chelante” va infatti riferito alle chele dei granchi, la molecola del colorante avvolge il cesio o il tallio proprio come se fosse una pinza – la grafica è molto chiara ma non porto qui le formule chimiche perché si complicherebbe troppo il discorso. E’ comunque un discorso interessante, perché sono molte le molecole “chelanti”, tra le quali rientrano anche alcune delle sostanze usate come anticalcare nelle lavatrici (non il Blu di Prussia, ovviamente!).
Qualcosa di simile accade anche con l’emoglobina del sangue, una molecola che ingloba un atomo di Ferro. Dato che il Ferro dà colorazione rossa, ecco un’altra nozione sui colori che ci circondano: il colore del sangue è dovuto al Ferro.
E’ interessante anche l’ultima parte del testo che ho preso da wikipedia, dove si parla degli elettroni e della luce che viene emessa passando da un atomo all’altro: questa è la spiegazione esatta dei colori che vediamo in Natura, ma per entrare nel merito bisognerebbe parlare dei quanti di energia, di Max Planck, della struttura atomica, della struttura delle molecole...
Insomma, dato che io non sono la persona più adatta per parlare di questi argomenti (bellissimi, peraltro) è meglio tornare ai colori dei pittori: dalla scatola dei pastelli da cui ero partito mi manca ancora qualcosa, di sicuro mi mancano il bianco e il nero.
le immagini: gli elmi prussiani vengono da un vecchio libro di scuola, Moebius a Venezia era sul mensile Alterlinus nel 1984, la principessa prussiana risale al 1905 e viene da www.mudwerks.tumblr.com , la Pimpa è ovviamente quella di Altan.
(continua)

12 commenti:

Grazia ha detto...

Oggi siamo sicronizzati sul blu, che è un colore belliissimo e che fa sognare. Anche il blu di Prussia, malgrado gli elmi che hai messo come illustrazione.Credo che fosse proprio questo il blu che per Goethe e gli scrittori romantici rappresentava la profondità dell'anima e del sentimento.E ora tocca al nero e al bianco... vedremo!

Giuliano ha detto...

un minerale di ferro si chiama Goethite, però non ne conosco la storia...(rosso, se non sbaglio)
a dire il vero volevo mettere solo la Pimpa, i colori di Altan sono bellissimi; poi ho pensato che l'lemo prussiano si presta benissimo a indicare il veleno nascosto nel colore (la principessa prussiana è bellissima, avrei dovuto metterla più grande)

annaritaverzola ha detto...

Sembra di camminare nell'arcobaleno! Attendo il seguito... Buona domenica, Annarita.

Giuliano ha detto...

beh, sì...ho anche messo la formula dell'indaco!
:-)
però domani tocca al bianco

NoceMoscata ha detto...

Magari tu già lo conosci, ma leggendo il tuo post mi è stato inevitabile pensare a un libriccino di Flaiano che si chiama "Autobiografia del blu di Prussia". In realtà è un collage di racconti, tutti deliziosi, tra i quali ce n'è uno che vede come protagonista il Blu di Prussia, nato “dove i cattivi umori della terra cristallizzano, fiero delle sue origini, velenoso, sordido, intelligente, pieno di rancori sociali. I colori – ne è consapevole – sono uguali per tutti; lui solo è parziale, a volte per semplice e puro amore di polemica. Amarlo è da mediocri. Soffre comunque. Lui è uno che odia i mistici e la xilografia. Uno che potrebbe vivere meglio se non campasse alla giornata. Uno che odia l'acquerello e le donne; e posa da maleducato. Crede che il pessimismo sia pleonastico: è un istinto naturale, il pessimismo, un approccio inevitabile. Appassionante.

Se ti capita leggilo, al di là del blu :) E grazie per il post, che come al solito è illuminante :)

Giuliano ha detto...

Flaiano lo vorrei leggere da tempo, ma poi ho sempre rimandato...E' folgorante soprattutto quel suo "fra vent'anni l'Italia sarà come l'ha fatta la televisione", detto negli anni '60.
La citazione ci mancava, l'Autobiografia del Blu di Prussia mi era venuta in mente, ma poi ho pensato che già scrivo dei post lunghissimi, mamma mia quanto sono lunghi!
:-)

NoceMoscata ha detto...

Per quanto riguarda i post lunghi: da brava logopostorroica, nel tempo ho imparato che un sacco di gente si stufa, ma quelli che arrivano alla fine lo fanno perché sono realmente interessati :)

Giuliano ha detto...

la penso anch'io così
:-)

gifh ha detto...

Il problema è che quando si entra nel tunnel dei post lunghi, non se ne esce più. Diventa una dipendenza vera e propria! :D

Giuliano ha detto...

beh, ma qui ne vale la pena: è l'argomento ad essere bello e interessante, non sono mica io che straparlo
un po' come il tuo post sulla vita negli altri pianeti, è lungo ma c'è da leggere e pensare e non si finirebbe mai, come con le belle conversazioni.

gifh ha detto...

Infatti intendevo proprio quello, nel decorso del mio blog ho iniziato con articoli molto brevi per poi arrivare ad oggi che (molto più di rado) partorisco post chilometrici. Il fatto è che lasciato un certo scetticismo iniziale sull'effettivo interesse da parte di qualche lettore, adesso ci sto prendendo gusto, sampre di più, anche se mi faccio spesso soggiogare dalle altrui aspettative, che temo diventino sempre più alte. Sarò strano, eh?

Giuliano ha detto...

il bello è saper usare tanti stili e tanti modi d'espressione
è quello che mi fa rabbia quando leggo i commenti su twitter o sugli sms, ok, la brevità è una bella cosa ma non sempre si può essere brevi.
Prova a mettere giù la ricetta degli spaghetti alla carbonara in 150 battute... (a proposito, è una vita che non li mangio!)