domenica 1 gennaio 2012

Il libro delle macchine ( V )

Il ragionamento di Butler continua, e comincia a diventare un po’ impressionante: e devo dire che mi impressiona ancora, anche dopo tutta la letteratura e i film sui cyborg, e dintorni.

Samuel Butler, da “Erewhon“
Indubbiamente, determinate funzioni della macchina a vapore resteranno immutate per miriadi di anni: forse sopravviveranno persino quando l'uso del vapore sarà superato. Il pistone, il cilindro, la ruota motrice, il bilanciere e altre parti della macchina probabilmente ci saranno sempre, proprio come certi modi di mangiare, di bere e di dormire, che l'uomo ha ancora in comune con molti animali inferiori. Ci sono animali che hanno un cuore che batte come il nostro, e vene e arterie e occhi e orecchie e naso; che sospirano nel sonno e piangono e sbadigliano, come noi; che amano i loro figli; che provano piacere e dolore, speranza, paura, ira, vergogna; che hanno memoria e prescienza; che sanno che se accadono certe cose, moriranno; che temono la morte quanto noi; che si comunicano i loro pensieri e in certi casi sanno agire in accordo tra di loro.
La serie delle somiglianze è infinita: vi ho accennato solo perché si potrebbe obiettare che, siccome difficilmente la macchina a vapore verrà migliorata nei suoi elementi principali, ormai, con tutta probabilità, non si modificherà gran che. Questo è troppo bello per essere vero. Si modificherà e si adatterà a un'infinita varietà di scopi, proprio come l'uomo si è modificato fino a conquistare capacità negate ai bruti. Per ora il fuochista è, per la sua macchina, più o meno quello che è il cuoco per noi. Pensate agli uomini che lavorano nelle miniere e nei pozzi di carbone, pensate ai mercanti che vendono il carbone e ai treni che lo trasportano, ai macchinisti, alle navi da carico: che esercito di servitori impiegano le macchine! Non ci sono forse più uomini impegnati a curare le macchine che a curare i propri simili? Le macchine non mangiano forse perché servite dall'uomo? Non stiamo noi stessi creandogli esseri che devono prendere il nostro posto nel dominio della terra? Non stiamo perfezionando giorno per giorno la bellezza e la precisione del loro organismo, accrescendo quotidianamente la loro potenza e fornendo loro anche quella capacità di autoregolamento e di autonomia che varrà più di qualsiasi intelligenza?
Non è una novità che la macchina si nutra ! L'aratro, la vanga e il carro si nutrono attraverso lo stomaco dell'uomo; il combustibile che li mette ìn moto deve bruciare nella fornace di un uomo o di un cavallo. Per poter scavare, l'uomo deve consumare pane e carne; il pane e la carne sono il combustibile che fa funzionare la vanga. Se un aratro è tirato da un cavallo, la sua forza motrice è rappresentata dall'erba, dalle fave o dall'avena, che bruciano nel ventre dell'animale, dandogli la forza per lavorare; senza di esse il lavoro cesserebbe proprio come una macchina a vapore si fermerebbe se il fornello che l'alimenta si spegnesse. Uno scienziato ha dimostrato che "nessun animale ha il potere di produrre energia meccanica, ma tutto il lavoro da lui fatto finché era vivo, tutto il calore emesso dal suo corpo, nonché il calore che si otterrebbe bruciando le materie combustibili che il suo corpo ha perduto durante la sua intera esistenza, sommati insieme, rappresentano l'esatto equivalente del calore che si otterrebbe bruciando tutto il cibo da lui mangiato durante la sua vita, più una quantità di combustibile capace di sviluppare lo stesso calore sviluppato dal suo corpo che venisse bruciato immediatamente dopo la morte". Non so come abbia scoperto tutto ciò, ma è un uomo di scienza. Come si può allora negare la vitalità futura delle macchine basandosi sul fatto che attualmente, cioè nel loro stadio infantile, sono sottoposte a esseri di per sé incapaci di originare energia meccanica?
Ciò che preoccupa di più, tuttavia, è il constatare che, mentre un tempo gli animali erano il solo stomaco di cui le macchine potevano disporre, oggi ve ne sono molte con uno stomaco loro proprio, e che consumano il loro cibo da sole. Ciò rappresenta un grosso passo avanti nell'evoluzione che le renderà, se non animate, almeno talmente affini agli esseri animati da non essere molto più diverse da noi di quanto gli animali siano diversi dai vegetali. E ciò, benché l'uomo sia destinato a rimanere, sotto certi aspetti, un essere superiore, non è forse in accordo con i comuni artifizi della natura, che lascia alcune forme di superiorità ad animali nel complesso superati da tempo? Non ha permesso alla formica e all'ape di restare superiori all'uomo per l'organizzazione della loro comunità e dei loro sistemi sociali? O all'uccello per il volo? O al pesce per il nuoto? O al cavallo per la forza e la velocità? O al cane per 1'abnegazione?
Alcune persone con le quali ho avuto occasione di parlare di questo argomento sostengono che le macchine non potranno mai avere un'esistenza animata o quasi animata, in quanto non posseggono sistema riproduttivo e probabilmente non lo possiederanno mai. Se con ciò si vuol dire che non possono sposarsi, e che non ci sarà mai dato di vedere una fertile unione tra due locomotive, con i piccoli che giocano davanti alla porta del deposito (anche se la cosa ci piacerebbe tanto) lo ammetto senz'altro. Ma è un'obiezione molto superficiale.
Nessuno pensa che tutti i caratteri degli organismi attualmente esistenti possano esattamente ripetersi in una forma di vita del tutto nuova. Il sistema riproduttivo degli animali è molto diverso da quello delle piante, ma è pur sempre un sistema riproduttivo. Perché la natura dovrebbe avere esaurito le forme di questo sistema?
(Samuel Butler, da “Erewhon“, ed. Adelphi, trad. Lucia Drudi Demby, pag.172 e seguenti)
(continua)

4 commenti:

angie ha detto...

La natura non ha esaurito le forme di questo sistema ma, nel bene o nel male, oramai lo fa per l'intervento dell'essere umano!

Giuliano ha detto...

Hai visto il leghista Zaia in Veneto? Centro commerciale con torri di 80 metri, estensione pari a cento campi di calcio... (a Dolo). Tutto questo, a un anno esatto dall'alluvione di Vicenza, Treviso, Padova.

angie ha detto...

Lo so, lo so (dillo a me, che mi devo vergognare di essere veneta)... poi hanno il coraggio di dire che si aiuta solo il mezzogiorno: la mafia è uguale dappertutto!

Giuliano ha detto...

anche il mio cognome è veneto...i xe tuti dei mona, cos'altro devo dire.