mercoledì 25 luglio 2012

Plastilina

Ma poi di cos’era fatto il pongo? Da bambino me lo sono chiesto molte volte, nessuno mi ha mai dato una risposta precisa e mi sono dovuto tenere la curiosità per tutti questi anni. Anche perché, confesso, al pongo ho smesso di pensare da tempo immemorabile (purtroppo, come scultore-modellatore non valgo proprio niente).
E poi c’era un’altra parola misteriosa: “plastilina”. Io giocavo col pongo e col das, a scuola ci avevano fatto toccare e usare perfino la creta, quella vera degli scultori, ma “plastilina” non l’avevo mai capito, boh: pensavo a qualcosa di simile al pongo, ma più lucido, che non si appiccica. Poi mi avevano spiegato, “pongo” è un nome commerciale, è il nome che quella ditta lì ha messo alla plastilina. E dunque, esistevano altre specie di pongo, probabilmente in zone del mondo ancora inesplorate (non da me esplorate, intendo).
Comunque, eravamo sempre fermi lì, alla domanda da cui ero partito: di cos’era fatto il pongo? Passi per il das, che ha un po’ il colore della creta e della sabbia e quindi si capisce abbastanza, ma il pongo? Una roba molle e anche dura, che lo lavori, lo rilavori, gli dai sopra una manata quando non ti viene come vorresti, che i colori poi si mischiano e non è più bello, che poi ti sgrida la mamma perché va a finire per terra e poi lo pesti e lo trascini in giro per tutto il pavimento sotto la suola delle scarpe fammi vedere guarda che roba non potevi starci attento, e poi sotto le unghie che s’infila dappertutto e non va più via e sembra che non ti lavi da un mese!
Finalmente, oggi, è arrivato il mondo di internet. Su internet si trova una spiegazione per tutto, o quasi.
da http://www.wikipedia.it/
La plastilina è un materiale plastico per la modellazione, come il pongo o il DAS, la cui composizione è basata su olio, argilla e cera (senza coloranti ha un aspetto bruno). Alcuni sostengono che la plastilina sia stata inventata da Franz Kolb, poiché nel 1880 vendeva in Germania dei Kunst-Modellierton («argilla artificiale da modellare»), ma, anche se la sua invenzione era simile, la plastilina come la conosciamo oggi è stata inventata da William Harbutt, professore d'arte a Bathampton, nei pressi di Bath (Inghilterra), nel 1897. Dal 1908, la plastilina è stata diffusa in tutto il mondo. La plastilina è usata anche nel mondo dell'animazione: Nick Park ha vinto due premi Oscar per il miglior cortometraggio di animazione con Wallace & Gromit - I pantaloni sbagliati (1994) e Wallace & Gromit: A Close Shave (1996), realizzati in plastilina. Questa tecnica è chiamata Claymation, dalla parola inglese clay, «argilla».
E dunque, “clay”, argilla: mescolata con olio e cere in quantità variabili. Se prevale la cera, è il pongo; se prevale l’argilla, è il das (che lasciato lì poi si secca e si può dipingere).
Sull’argilla ci sarebbe molto da dire, basti pensare che “clay” è il nome inglese del fango (dell’argilla?) con cui fu creato Adamo, e che l’argilla, nel mondo delle cose inanimate, è in effetti quella che più assomiglia alla vita.
L’argilla sembra davvero qualcosa di vivo: e quindi per le immagini ho scelto qualcosa di vivo, cioè il magnifico Pingu, Wallace and Gromit (bellissimi i primi film, un po’ meno gli altri, ma pazienza), e qui sotto un paio di disegni di Ro Marcenaro, grande animatore di plastiline. Marcenaro qualche anno fa faceva dei disegni su Repubblica per una rubrica di gastronomia, ed erano disegni molto belli. Adesso sul Venerdì di Repubblica non ci sono più, peccato: la rubrica c’è ancora, i disegni no (confesso: buttavo via la rubrica, tenevo da parte i disegni di Marcenaro – ma non ditelo in giro, tra chi scrive sui giornali c’è gente molto permalosa).

8 commenti:

giacy.nta ha detto...

Delizioso! ( al solito...). E ho imparato un mucchio di cose! Che voglia di fare esperimenti!. La zona in cui abitano i miei è argillosa, guarda un po'!:)

Pingu che piange è straziante. Come si fa a farlo sorridere? Rompo l'uovo?

p.s.
con la plastilina, da bambina, confezionavo prodotti alimentari. Molto laborioso ma d'effetto preparare la mortadella. Modellavo minuscoli bastoncini di grasso che venivano avvolti dalla sfoglia rosea. Il problema era tagliare fette sottili.

Giuliano ha detto...

penso che sia il fratellino di Pingu, quello che piange...

Io rimango sempre ammirato dalla pasticceria siciliana, col marzapane: ma poi come si fa a mangiarle, quelle opere d'arte?

Grazia ha detto...

Il pongo ( la fabbrica dell'Adica era nel paese dei miei, a Lastra a a Signa) ha riempito i miei pomeriggi infantili. Wallace& Gromit( ho la collezione in DVD) riempie le mie serate adulte. Questo delizioso post colma i miei ricordi e le mie curiosità. Grazie!

Giuliano ha detto...

Grazia, mi hai fatto partire tutto il Gianni Schicchi di Puccini! ("lo dicono a Signa..." " che dicono a Signa?" "si dice che", eccetera eccetera, almeno fino a "Firenze è un albero fiorito")
:-)
il prossimo post è sui tuoi argomenti, sono sicuro che ne sai più di me e spero di non dire troppe inesattezze! (però devo ancora scriverlo)

NoceMoscata ha detto...

Mi hai aperto un mondo *_*

E come tutte le cose che dopo che le sai.. "Eh ma era così chiaro, si capiva lontano un miglio", in effetti la plastilina ha un forte odore di cera, ma mai mi sarebbe venuto in mente di metterla nel novero degli ingredienti. Domani scendo in cortile a strabiliare tutti gli ottenni-settenni che vedo :D

Giuliano ha detto...

cere o paraffine, quelle cose lì - penso che la sostanza precisa sia coperta da brevetto!
sulle paraffine e le cere ho già scritto un papiro l'altro giorno, parlando di Edison e del fonografo (il post Vinile)
c'era un formaggio fuso coperto di quella cera lì, o simile! con quella cera ci ho giocato parecchio, poi non l'ho comperato per decenni. Di recente ho guardato quanto costa: mamma mia!!!
(ho comperato qualcosa di meglio, se devo spendere quella cifra vado sul fontina, sull'asiago, sul taleggio...)

candida ha detto...

Ciao Giuliano! Un post zeppo di ricordi e riflessioni. Che il pongo fosse qualcosa di unto e ceroso me ne ero accorta quando mio figlio e mia nipote hanno "decorato" la casa stendendone una sottilissima patina verde (quello avevano) su tutti i mobili, compresa la paglia di Vienna delle sedie. Ma poi sempre il pongo si è riscattato: sotto forma di Pingu (è lui che piange perché tutti guardano la sorellina appena nata) ci è servito per metabolizzare tante dinamiche famigliari (la nostra famiglia precisa uguale a quella del pinguino!!), sdrammatizzarle e magari trovare qualche parola di quella adorabile lingua pinguinesca per esprimerle :)

Giuliano ha detto...

è vero, è un'ecografia!
:-)
non me n'ero accorto, anche se Giacinta ha scritto che era un uovo... Però ero convinto che fosse un fratellino, non una sorellina - caspita, me ne sono perso di puntate!

Candida, leggo sempre quello che scrivi ma purtroppo non ho le giuste competenze per commentare. Le vicende della Russia le seguo come posso, nei tg e nei giornali ne parlano in modo molto superficiale, e quindi grazie per le informazioni di prima mano. Devo dire che le seguo con preoccupazione, in fin dei conti è sempre una superpotenza atomica (secondo te come mai non ne parla più nessuno? abbiamo "imparato ad amnare la bomba", come diceva Kubrick cinquant'anni fa?).