martedì 20 dicembre 2011

L'equivoco di fondo con Casa Pound (e con la Lega)

Dopo gli omicidi di Firenze, con un uomo di cinquant’anni che si mette a sparare addosso agli immigrati africani, ne ammazza due e ne ferisce altri tre, Casa Pound è finita per attirasi addosso molta attenzione. Alcuni hanno detto: bisogna chiudere Casa Pound (e anche le sedi di Forza Nuova, si aggiunge in altri commenti).
Come molte altre persone, ieri sera ho visto anch’io la trasmissione di Gad Lerner su La7, dove si parlava di quest’argomento; ed è stata una bella discussione, tra i presenti una rappresentanza dei senegalesi di Firenze (i due morti erano senegalesi), il deputato europeo della Lega Nord (che fu candidato vicesindaco di Milano) Salvini, e molti altri. Io ho ascoltato, ho cercato di seguire il dibattito meglio che potevo, e posso garantire che è stata una bella trasmissione, un ottimo esempio di giornalismo dove si sono capite le ragioni di tutti i presenti. Non è che succeda spesso, anche da Gad Lerner alle volte si fa una gran confusione oppure gli ospiti non sono chiarissimi, ma non è questo il punto di cui vorrei parlare. Il punto di cui vorrei parlare è questo: che quando ha aperto bocca il rappresentante di Casa Pound (vice presidente, mi pare) mi sono messo a contare fino a dieci e prima di arrivare al quattro sapevo già cosa sarebbe saltato fuori: un riferimento alla RSI, a Salò, al “fascismo delle origini”.

Capita sempre così, e ogni volta mi chiedo: possibile che non ci siano altri riferimenti culturali, ma solo e sempre il fascismo e solo e sempre la RSI? Butto lì qualche nome di persone a cui ci si potrebbe ispirare, limitandosi al Novecento: che so, Gandhi, Schweitzer, De Gasperi, Keynes, magari il generale De Gaulle, o magari filosofi, musicisti, Gramsci, Toscanini, don Milani, fate voi.
Conosco a memoria da molti anni questi ritornelli sulla “Repubblica di Salò”, che si possono riassumere in questa frase: “continuare a combattere dalla stessa parte in cui avevamo iniziato”. Come a dire: chi molla è un traditore. Eh no, quella guerra non andava nemmeno iniziata. Quella guerra è stata combattuta a fianco di autentici criminali, non prendiamoci in giro: ne cito uno per tutti, il dottor Mengele. Vi sembra giusto combattere una guerra a fianco di persone così? Questa è stata la Repubblica di Salò, possibile che sia l’unico costante riferimento culturale di queste persone? E per quanto riguarda il “fascismo delle origini”, si tratta del 1919-1922: pestaggi e olio di ricino a chi non la pensava come lorsignori.
Di fronte a queste cose, tutti i riferimenti culturali tirati fuori da Lerner e dai suoi ospiti mi sembrano ininfluenti. C’è qualcuno che pensa davvero che a Casa Pound si discuta dell’opera poetica di Ezra Pound, o del suo pensiero economico o filosofico? No, l’unica cosa che interessa a queste persone è l’amicizia ventennale di Pound con Mussolini, la sua esaltazione del fascismo. Della poesia, di Pound o di Céline, non gliene frega niente a nessuno: interessa solo che siano stati fascisti.

Per dire le cose come stanno, queste associazioni, Casa Pound e Forza Nuova ma anche molte sedi della Lega Nord, mi sembrano come quei circoli culturali o quelle bocciofile in apparenza tranquilli e civilissimi, ma dove c’è sempre una porticina che conduce a una bisca, al gioco d’azzardo, a qualche rito più o meno satanico. Oppure, uno di quei club in apparenza di tifo calcistico, dove però (anche qui) basta aprire una porticina, scendere in cantina, e si trovano manganelli, esplosivi, magari anche armi.
Ecco, appunto, le armi: l’uomo che ha fatto quella strage, a Firenze, era armato. Armi sofisticate, come il giovane neonazista Breivik in Norvegia, come il tiratore scelto che poco fuori Roma, un paio d’anni fa, si mise a sparare sui passanti (aveva anche i lanciafiamme)... Mi vengono in mente le invettive dei Salvini e dei De Corato, a Milano, contro i centri sociali “dove si spaccia la droga”: spacciare droga è un reato grave, ma poi chi si droga fa del male solo a se stesso, e alla sua famiglia. L’impressione, forte, è che con la scusa dell’associazione culturale a Casa Pound e dintorni (Forza Nuova) si stia costruendo qualcosa di molto brutto, che prima o poi finiremo col vedere di persona.
Che fare, dunque, chiudere le sedi di Casa Pound, di Forza Nuova? Non lo so, ho paura di quello che potrebbe succedere: sono persone rancorose, inclini al vittimismo, forse quello che vogliono veramente è vedersi contrastati. Insomma, sono vent'anni che si va avanti su questa strada, ci sono responsabilità politiche precise, ormai il danno è stato fatto; e francamente ho paura anche del giorno in cui la Lega Nord comincerà a perdere consensi e passerà all’opposizione. In fin dei conti, e anche qui bisogna parlar chiaro, il deputato Salvini e il deputato Borghezio (che in più di un’occasione ha giustificato violenza e razzismo) siedono vicinissimi, uno di fianco all’altro, nel Parlamento Europeo.

PS. chiedo scusa agli abitanti della città di Salò, un posto bellissimo sul lago di Garda, che non merita di essere sempre associato a una pagina così nera della nostra storia: un po’ come se a uno che viene da Firenze gli si dicesse “ah sì, la città del mostro di Firenze”. Vorrei che ci si potesse dimenticare di quegli anni, purtroppo non dipende da me, e sembra proprio che non sia possibile smettere di parlarne, nemmeno davanti all’evidenza della Storia.

6 commenti:

giacy.nta ha detto...

quando hai fatto cenno ai "retrobottega", mi è sembrato di leggere un racconto di Buzzati o di Landolfi. Vengono definiti scrittori "surreali", IN REALTA' si sono semplicemente assunti l'onere di descrivere stati di cose o una dinamiche che fa comodo far finta di ignorare.

Anonimo ha detto...

Milano, Pisapia conferma: 12 assessori
Guida vicesindaco, la metà sono donne

Tabacci, nominato al bilancio, ha annunciato che non lascerà il Parlamento

Maria Grazia Guida, direttrice della Casa della Carità diventerà vicesindaco
“Sono soddisfatto della squadra digiunta, non solo per la disponibilità di eccellenze ma anche perché mi auguro sia un forte segnale per le attese di questa città”. Giuliano Pisapia ha messo il sigillo alla nuova squadra di governo del capoluogo lombardo. Nel presentare i sei uomini e le sei donne che lo accompagneranno nei prossimi cinque anni alla guida di Milano, il sindaco ha voluto rivendicare il merito di aver chiuso l’organigramma della giunta in appena 10 giorni e l’autonomia con la quale ha scelto gli assessori. “Ho ascoltato tutti – ha detto Pisapia – ma poi ho preso in piena autonomia le decisioni e ne sarò responsabile. Se avrò sbagliato la responsabilità sarà solo mia perché la scelta è stata mia”.

Dodici assessori di cui, come annunciato, sei donne. Pisapia ha tenuto per sé le deleghe a Partecipate, Innovazione, Risorse umane e organizzazione, Giovani, Agenda digitale, Sistemi informativi, Avvocatura, Facility management, Comunicazione e Sistema di gestione della qualità. Confermato il ruolo di vicesindaco per Maria Grazia Guida, con deleghe a Educazione e Istruzione, Rapporti con il Consiglio comunale e Attuazione del programma.

Giuliano ha detto...

caro/cara Anonimo, possibile??? a me risulta che Salvini sia stato eletto vicensindaco con una valanga di voti dei milanesi, mi risulta anche che l'ing. Castelli sia sindaco di Lecco, anche lui con un autentico plebiscito...
:-)
(ma forse stamattina non ho caricato bene la molla del mio computer)

Giuliano ha detto...

cara Giacinta, me li vedo proprio, a Casa Pound, intenti a disquisire su metrica e metafore...

Anonimo ha detto...

Ho apprezzato la correzione del vicesindaco. Bravo!

Giuliano ha detto...

non è affatto una correzione, l'ho scritto apposta per il piacere di poterlo dire (e ripetere): Salvini non è vicesindaco di Milano, Castelli non è sindaco di Lecco, la Lega Nord è minoranza perfino in Lombardia.
(e se qualcuno me lo chiede un'altra volta, please!!)
:-)