giovedì 18 febbraio 2010

Condivisione

«Trovo meraviglioso comunicare una bella storia a qualcuno che mi sta a cuore. Quello che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara, ed è a una persona cara che ne parleremo subito. Forse perché la peculiarità del sentimento, così come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare significa proprio questo: regalare le nostre preferenze a coloro che ci piacciono di più. E sono queste preferenze condivise a costruire la nostra libertà».
(Daniel Pennac, da un'intervista a La Repubblica, 31 gennaio 2010)

6 commenti:

Marisa ha detto...

Grazie del pensiero.
Si addice veramente alla passione e generosità con cui scrivi i tui blog.
Regali una parte di te attraverso le riflessioni e le accurate ricerche. Chi le riceve ha la sensazione di appartenere ad una cerchia di affinità elettiva.
Hermann Hesse parlava di "cerchio ermetico" , Dove non si capita per caso.
Grazie!

Giuliano ha detto...

Cara Marisa, purtroppo sono riuscito a condividere quasi soltanto attraverso i blog, con persone lontane che non conosco. Una delle grandi sconfitte della mia vita.
L'intervista a Pennac è molto bella, mi piace molto come persona ma non amo moltissimo i suoi romanzi. (ma "Come un romanzo" è una lettura da non perdere)

Cronache bianconere ha detto...

Condividi parole bellissime.
Scritte da una persona che, anche se non conosciuta, in me suscita solo ammirazione.
E, se posso permettermelo, amicizia.
A presto!
Un abbraccio

Giuliano ha detto...

Pennac è stato uno scolaro asino, secondo quanto racconta lui stesso: poi è diventato insegnante, e ha scritto un libro bellissimo sull'argomento, appunto "Come un romanzo".
E' francese e ha un cognome vero magnifico: Pennacchioni.

Amfortas ha detto...

Io di Pennac ricordo sempre con piacere la variopinta umanità multietnica, che mi colpì tanto quando ho letto i suoi romanzi.
Chissà, forse un giorno certi equilibri si vedranno anche...dal vivo.
Ciao Giuliano.

Giuliano ha detto...

Ciao Paolo! Quest'intervista è molto bella, dovrebbe essere facilmente reperibile sul sito di Repubblica in "archivio" (vicinissimo alla testata del giornale on line).
Parla anche di queste cose, ma da noi verrebbe subito censurato: l'unica risposta è "mandarli a casa loro". (beh, quantomeno per gli idioti non italiani c'è questa possibilità, almeno teorica: ma gli idioti che sono nati qui ci tocca tenerli, nessuna scappatoia).