sabato 6 agosto 2011

La strage di Oslo, già dimenticata

Sono passati pochi giorni, meno di quindici, e già della strage di Utoya, e della bomba di Oslo, non si parla più. Penso che molti se ne siano già dimenticati, perciò riassumo in breve: in Norvegia, prima scoppia una bomba nel centro di Oslo, poi si scopre che sull’isola di Utoya è stata commessa una strage: 87 morti, molti feriti. Probabilmente i morti sono di più, a quest’ora, ma giornali e tv non ne hanno più parlato, e io non posso aggiornare il dato.
Come mai una notizia così terribile è stata dimenticata dopo pochi giorni? Già il giorno dopo, qui da noi, si parlava dei tre ministeri da portare alla villa di Monza: la vera notizia era quella, per l’ineffabile giornalismo italico-padano.
La ragione di questo disinteresse, oserei dire noia, è presto detta: a compiere la strage e a mettere la bomba non è stato un commando di pericolosi islamici o anarchici, è stato invece “uno dei nostri”, un norvegese alto e biondo, un giovane di 32 anni. Se è stato uno dei nostri, non può essere pericoloso, e possiamo tornare a dormire sonni tranquilli; oltretutto, uno dei deputati che ci rappresentano al Parlamento Europeo ha subito detto che le idee di questo giovanotto norvegese sono condivisibili, e quindi amen, pazienza, ha solo un po’ esagerato. La Lega Nord, il partito politico a cui appartiene questo deputato, ha preso subito provvedimenti drastici nei suoi confronti: sospeso per tre mesi, addirittura. Un provvedimento esemplare: “sospeso per tre mesi”. Chissà poi che cosa vuol dire, sospeso: il deputato Borghezio continua a fare comizi, non si è mai fermato.
Il giovane norvegese, che di cognome fa Breivik, è un neonazista. Neonazisti e neofascisti, diffusissimi in Europa e ormai rappresentati anche nel Parlamento Europeo senza che alcuno vi abbia posto un minimo freno, si presentano come tutori dell’Ordine e nostri difensori: in questa fesseria credono in molti, incuranti del fatto (fatto, non opinione) che l’ultima volta che nazisti e fascisti ebbero in mano il governo l’Europa fu ridotta a un cumulo di rovine, con milioni di morti. Il pericolo sono sempre gli altri, mai i fascisti o i nazisti: e i risultati sono questi, quasi cento morti in un colpo solo. Neanche l’IRA e l’ETA ci erano mai riusciti, nemmeno gli islamici: i neonazisti invece sono molto più efficienti, ma a chi vuoi che importi.
In attesa della prossima strage (gruppi di destra molto ben armati e molto preparati militarmente sono segnalati un po’ ovunque, in Europa), incrociamo le dita e recitiamo preghiere. Visto l’interesse con cui è stata presa questa notizia, un po’ da tutti e non solo dai giornali, cos’altro resta da fare?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Restano da abbattere altre torri per ricordarci quasi 3000 morti in un sol colpo?

Giuliano ha detto...

si presenta un argomento, si risponde con un altro...qualsiasi cosa pur di non affrontare i problemi, a quel che vedo.
E allora aggiungo qualcosa anch'io: non solo fascisti e nazisti, ma anche satanisti.

candida ha detto...

Caro Giuliano, sono totalmente d'accordo con te. Ma è difficile, ti inviti a capovolgere la nostra visione del mondo. Visto che non è il solito fondamentalista islamico in realtà abbiamo relegato tutto al gesto isolato di un singolo. Siamo davvero incapaci di vedere i nessi se il quadro di insieme non ci porta dove volevamo noi. E' difficile accettare che anche noi occidentali abbiamo i nostri fondamentalisti cristiani. Cerco di immaginare la frustrazione dei tanti islamici moderati quando facciamo di tutta un'erba un fascio...

Giuliano ha detto...

Non mi pare che l'attentato di New York sia stato dimenticato, anzi: tra un mese c'è il decennale, le celebrazioni saranno molte. Inoltre, è da dieci anni che negli aeroporti le persone vengono perquisite, si passa nei metal detector e nel body scanner... A me, qui, per quel poco che posso fare, interessa parlare di quello che passa sotto silenzio, di quello di cui non si parla.
Il silenzio (e il compiacimento) sui movimenti neonazisti e neofascisti è pericolosissimo, ls Storia parla chiaro.