venerdì 26 agosto 2011

Tauromachia

L’abolizione delle corride, e del Palio di Siena, è uno degli argomenti ricorrenti in questi ultimi anni, anche in Spagna se ne è parlato molto. Devo dire che io non ho un’opinione netta in proposito, nel senso che ne ho una molto articolata: ho molti ragionamenti in testa, spesso uno contrario all’altro, e provo a metterli qui in fila meglio che posso.
1) la Tauromachia, il combattimento con i tori, non solo le corride ma anche i rodei americani, sono cose antiche quanto l’uomo. Se oggi ci sembrano cose strane, è probabilmente perché abbiamo perso ogni contatto con la natura, e viviamo in un ambiente molto urbanizzato. Faccio un paio di esempi partendo non dall’antica Grecia o da Creta e dal Minotauro, ma da me stesso: da bambino ho visto spesso macellare conigli e galline. Un attimo prima il coniglio è nella sua gabbia, l’aspetto pacioso e simpatico; un attimo dopo è scuoiato e svuotato delle interiora, pronto ad essere messo in pentola. Una barbarie? Provate un po’ a guardare sui banchi dei negozi e dei supermercati: da dove vengono tutte quelle cosce di pollo e di tacchino? Anche quei polli e quei tacchini, come il coniglio di cui ho parlato prima, erano esseri viventi.  2) Da questo prima ragionamento, può nascere un discorso molto radicale: non solo il diventare vegetariani, ma l’eliminazione di borse, giubbotti e scarpe di pelle. Per esempio, questo paio di mocassini: appena li ho portati a casa ho guardato bene l’etichetta, e c’è scritto che è pelle d’agnello. Confesso la mia colpa: ho guardato solo il prezzo, le scarpe erano belle e comode, mi pareva d’aver fatto un buon affare, ma adesso so che cammino grazie a un agnello macellato. Lo stesso discorso vale per le vostre borse, per i giubbotti dei motociclisti, e per tante altre cose.
3) In casa mia si racconta ancora di quando scappava il toro: mio nonno, fino al 1945, aveva una fattoria. Oggi si direbbe “azienda agricola”, potrei dire che era un piccolo imprenditore, ma mio nonno l’ho conosciuto bene, e so che ne avrebbe sorriso, di questa definizione: era lui che andava a riprendere il toro, quando scappava. Il toro aveva un anello al naso, bisognava agganciare quell’anello con un bastone appositamente preparato, l’anello al naso faceva male, il toro era costretto a seguirti: ma non era mica una cosa da poco, era già una tauromachia. Vita quotidiana, per millenni, per tutta l’umanità.
4) I nostri vecchi, per diecimila anni o forse più, avevano ben chiare queste cose; oggi noi ne abbiamo perso memoria. Questa perdita di memoria è iniziata già con me, e si accresce di anno in anno. Quanti bambini di oggi hanno avuto a che fare – tutti i giorni - con conigli e galline? Il pulcino che avevi allevato con cura e con affetto, prima o poi veniva macellato. E questo lo sapevano tutti. 5) Essere vegetariani è un lusso che solo oggi possiamo permetterci. Prima, per millenni, si mangiava quel che c’era: coltivare e allevare costava una gran fatica. Oggi facciamo le diete, per millenni si è celebrato il grasso. Anche su queste cose bisognerebbe cominciare a ragionare.
6) Tornando alle corride, alla tauromachia, ai rodei, alle corse dei tori a Pamplona, alla caccia e alla pesca, purtroppo oggi sono diventate manifestazioni inutili, folkloristiche nel senso brutto del termine, roba per turisti, puro e semplice maltrattamento degli animali. Non è sempre stato così, e mi sento di dire che alla tauromachia e al rodeo è successa la stessa cosa che è successa, per esempio, all’alpinismo: per millenni in montagna non c’è andato quasi nessuno, oggi siamo tutti sciatori e alpinisti, sull’Everest si va e si torna in giornata con le scarpe da tennis, si va a Timbuctu e alle Maldive in viaggi comitiva, si fanno corse podistiche e motoristiche nel deserto, si fanno epiche corse in mountain bike nei pochi boschi residui, si caccia e si pesca e poi si butta via il cacciato e il pescato perché chi la mangia più quella roba, e io penso che tutto questo andrebbe abolito, non solo la corrida. La montagna va lasciata stare, come facevano i nostri vecchi. A Cortina d’Ampezzo sembra di stare a Milano, lo dicono tutti da parecchi anni, perché ci sono più automobili che a Milano: a voi sembra una cosa normale?
Io una conclusione non ce l’ho, per me è un argomento troppo complesso. Però, concludendo, perché una conclusione bisogna pur trovarla, ogni volta che vedo uno che mi passa davanti in bicicletta col casco e con la tuta e accessori da centomila euro, firmatissimi e fighissimi, volto la faccia dall’altra parte. Pensate che il semplice fatto di andare in bicicletta vi renda ecologisti? Errore, l’ecologista in bicicletta è uno che va in sandali e calzoncini corti, magari con la canottiera, senza correre come un matto, e se non corri non c’è bisogno del casco: quando si cade, dalla bici, una persona normale si spela le ginocchia e le mani. Se usi la bici per spostarti, per divertimento, per lavoro, non fai le acrobazie: invece voi mi state costringendo a infilarmi nelle piste ciclabili (qui in giro era tutto pista ciclabile, sono andato in giro a nord di Milano per quarant’anni, in bici, e potevo andare ovunque senza troppi pericoli), mi state costringendo a usare l’automobile anche per andare a comperare il pane, mi costruite palazzine e autostrade anche davanti a casa, e trovate tutto questo giusto e normale... In queste condizioni, visto che non posso neanche più uscire di casa senza casco e senza accessori firmati, prendo sottobraccio Orson Welles e Pablo Picasso, magari anche John Huston, se lui ci sta; poi tiro giù dallo scaffale un libro di Federico Garcia Lorca, e vado anch’io alla corrida, alla Tauromachia, come ai tempi di Minosse, di Arianna, di Teseo, e del Minotauro. Non ci sono mai andato e non mi sarei mai sognato di andarci, ma ci vado volentieri, a questo punto.
(i toreri sono di Picasso, un'immagine presa da vecchi quotidiani e riviste; la tauromachia acrobatica viene da Creta, palazzo di Cnosso, più o meno due millenni e mezzo fa; anche la testa del toro è cretese; i disegni delle grotte di Lascaux, in Dordogna, risalgono a quindicimila anni fa, mese più mese meno)

4 commenti:

steven ha detto...

interessante visione, concordo con la bella esposizione e di non stancarsi mai di ricercare e studiare anche attraverso il caso e le intuizioni il mistero che ci circonda.

Giuliano ha detto...

non mi sono mai piaciute le corride, e nemmeno la caccia; ma mi fanno un po' paura anche certe posizioni in senso opposto, vorrei che si tornasse a un rapporto corretto con l'ambiente ma temo che sarà impossibile.
Mi ritrovo a pensare che fino a pochi anni fa, anche vicinissimi a Milano, questo rapporto c'era ancora: ma oggi ti insegnano che la tradizione è la nutella e la cocacola (in un certo senso è vero, esistono da più di una generazione), i ciclisti vanno in giro col casco e le tute fiammanti e non per fare la spesa, e non con una bici robusta da passeggio ma con cose che costano come un'automobile...
Mah!
Grazie per il commento

RONDA ha detto...

Chi ama il toro ama la corrida, inevitabilmente, e viceversa: perché nella corrida il toro è rispettato e temuto e libero.

Complimenti per questo post, equilibrato e critico al tempo stesso.

Cordiali saluti,
Ronda

Giuliano ha detto...

si stanno estinguendo anche i leoni, i rinoceronti...tra un po' rimarranno solo cani e scarafaggi. Anche per l'insalata la vedo dura: vuoi mettere, buttar giù quelle serre e costruire un po' di capannoni?
grazie del passaggio, e del commento